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Come creare un podcast: guida passo a passo [2026]

26 Aprile 2026 18 min di lettura
Come creare un podcast: guida passo a passo [2026]
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Domenico Sottile

Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.

Creare un podcast non è mai stato così accessibile. Smettere di farlo, neanche.

Nel 2025 sono stati 18 milioni gli italiani ad aver ascoltato almeno un podcast — una crescita del 75% rispetto al 2018, secondo NielsenIQ per Audible. Ogni giorno nel mondo vengono lanciati oltre 5.000 nuovi programmi. La maggior parte non arriverà mai al decimo episodio. Non per mancanza di talento, non per mancanza di attrezzatura. Per mancanza di un piano.

In questa guida trovi tutto il necessario per passare dall’idea al primo episodio pubblicato: come progettare il tuo posizionamento, quanto spendere in attrezzatura (e in quale scenario non spendere nulla), come scegliere il software, come usare la musica senza rischi legali, e come distribuire il tuo podcast su Spotify, Apple Podcasts e YouTube con istruzioni passo a passo.

In 30 secondi:

  • Si può partire con 0€ usando smartphone, auricolari e app gratuite.
  • Con 150–200€ si ottiene un setup USB professionale già dal primo episodio.
  • La maggior parte dei podcast viene abbandonata nei primi episodi: chi progetta pubblico e formato prima di registrare non si ferma.
  • Usare musica protetta senza licenza SIAE è illegale: esistono alternative gratuite e sicure.

FA PER TE SE: hai un’idea di podcast e vuoi pubblicare il primo episodio senza perdere settimane in ricerca.
NON FA PER TE SE: hai già un podcast attivo e cerchi strategie avanzate di crescita o monetizzazione.
INIZIA DA: la Fase 0 qui sotto — definisci il tuo ascoltatore tipo e il tuo formato prima di acquistare qualsiasi attrezzatura.

Il percorso in 6 fasi:

Fase 0
Progettazione
Fase 1
Attrezzatura
Fase 2
Software
Fase 3
Registrazione
Fase 4
Musica
Fase 5
Distribuzione

Fase 0 — Progetta il tuo podcast prima di premere rec

Ogni giorno vengono lanciati oltre 5.000 nuovi podcast nel mondo. Secondo stime di settore, la maggior parte viene abbandonata entro i primi episodi. Il motivo quasi mai è tecnico: il microfono non suonava bene, il software era complicato. Il motivo è che chi lancia senza un piano si trova dopo tre episodi senza argomenti, senza pubblico e senza motivazione per continuare.

La barriera non è economica né tecnologica. È organizzativa. E si risolve prima di toccare il microfono.

Prima di fare qualsiasi altro passo, rispondi a queste quattro domande per iscritto:

  1. Chi è il mio ascoltatore tipo? Non “appassionati di cucina”. Una persona specifica: età, contesto, cosa vuole capire o risolvere ascoltando il tuo podcast. Più sei preciso, più sai come parlare.
  2. Qual è la mia proposta di valore in una frase? Cosa offri tu che non si trova già altrove — o che offri in modo diverso. Non il tema generale: l’angolo specifico.
  3. Che formato scelgo? I quattro principali sono: monologico (tu solo, come un saggio parlato), interviste (ospiti diversi ogni episodio), narrativo (storytelling con montaggio), roundtable (co-conduttori fissi). Ogni formato ha un costo produttivo diverso e richiede competenze diverse.
  4. Con quale frequenza riesco a pubblicare in modo sostenibile? Un episodio ogni due settimane per dodici mesi vale più di due a settimana per sei settimane poi silenzio. Scegli la frequenza che puoi mantenere anche nei mesi difficili, non quella che suona più ambiziosa.

Quando hai risposto a tutte e quattro, fai il pitch test: descrivi il tuo podcast in una frase a uno sconosciuto. Se non riesci, non sei ancora pronto a registrare. Non perché sia una regola arbitraria — ma perché se non riesci a spiegarlo tu, non lo spiegherai nemmeno alla piattaforma quando carichi il trailer, né all’ascoltatore quando decide se iscriversi.

Scrivi anche dieci titoli di episodi che potresti produrre. Se arrivi a dieci senza forzare, hai un podcast con materiale reale. Se ti blocchi a quattro, hai un’idea, non ancora un formato.

Fase 1 — Scegliere l’attrezzatura: quanto devi spendere davvero

La risposta breve: meno di quanto pensi per iniziare, di più se vuoi crescere. La risposta utile è nella tabella qui sotto.

Scenario Voci di costo Cosa ottieni Pro e contro
Scenario 0€
Solo smartphone
Smartphone esistente + auricolari esistenti + Audacity o GarageBand (gratuiti) + Spotify for Creators (gratuito) Audio sufficiente per partire. Non professionale, ma pubblicabile. ✅ Zero spesa, inizi oggi ❌ Audio condizionato dall’ambiente e dal microfono del telefono ❌ Difficile da scalare
Scenario ~150–200€
Setup USB base
Microfono USB entry-level: circa 80–100€ + filtro anti-pop: circa 10–15€ + asta microfono: circa 15–40€ + software gratuito + hosting gratuito Audio professionale dal primo episodio. Il pubblico non sente la differenza rispetto a un setup da 500€. ✅ Qualità audio netta vs smartphone ✅ USB si collega direttamente al computer ❌ Piccola spesa iniziale
Scenario ~400–600€
Setup XLR professionale
Microfono XLR (categoria RØDE PodMic): circa 100€ + interfaccia audio (categoria Focusrite Scarlett 2i2): circa 100€ + accessori (filtro, asta): circa 50€ + hosting a pagamento (es. Buzzsprout da $19/mese) Audio da studio. Controllo completo sul segnale. Adatto a produzione per brand o uso professionale. ✅ Qualità massima ✅ Espandibile (più microfoni sull’interfaccia) ❌ Più costoso ❌ Curva di apprendimento più alta

Verifica sempre i prezzi attuali prima dell’acquisto — il mercato dell’elettronica cambia rapidamente. I prezzi indicati sono orientativi ad aprile 2026.

Come scegliere lo scenario giusto: se non hai mai registrato un episodio in vita tua, parti dallo scenario 0€ e pubblica. Se vuoi un suono professionale dal primo giorno senza complicazioni tecniche, scegli lo scenario da ~150–200€. Se produci per un brand o in modo sistematico, lo scenario XLR ha senso — ma solo dopo aver validato il formato.

Una nota tecnica che evita un errore frequente: un microfono XLR non si collega direttamente al computer. Richiede un’interfaccia audio. Acquistarli separatamente senza saperlo è il modo più rapido per bloccarsi al primo giorno.

📌 In pratica

Cosa fare: scegli uno scenario di budget completo e acquistalo tutto insieme — microfono, filtro, asta. Non fare upgrade incrementali che ti lasciano con componenti incompatibili.

Errore comune: comprare un microfono XLR senza interfaccia audio perché “lo aggiungo dopo”. Un microfono XLR senza interfaccia non produce audio — scopri il problema solo quando vuoi registrare il primo episodio.

Fase 2 — Scegliere il software per registrare e modificare l’audio

L’editing si può fare gratis fin dal primo giorno. Non serve comprare nulla.

Audacity — gratuito, disponibile per Windows, Mac e Linux. È il punto di partenza per quasi tutti i podcaster alle prime armi. Interfaccia non moderna, ma tutte le funzioni necessarie ci sono: taglia, silenzia, normalizza il volume, esporta in MP3. Curva di apprendimento: bassa per le operazioni base, media per il mixing.

GarageBand — gratuito, preinstallato su Mac. Interfaccia più intuitiva di Audacity, ottimo per chi lavora già nell’ecosistema Apple. Ha più opzioni di equalizzazione integrate e una gestione delle tracce audio più visiva. Curva di apprendimento: bassa.

Se vuoi passare a un tool professionale in un secondo momento, Adobe Audition costa circa 24€/mese e offre funzionalità avanzate di noise reduction e mixaggio multipista. Non è necessario per iniziare — è utile quando hai già un flusso di produzione consolidato e vuoi accelerarlo.

Installa Audacity o GarageBand prima di chiudere questa pagina. Non c’è motivo di rimandare: il download è gratuito e il software funziona bene anche su computer non recenti.

Fase 3 — Registrare l’episodio: ambiente, tecnica e prime regole

Il problema dell’audio domestico non è il microfono. È la stanza.

Una stanza con superfici dure — muri nudi, pavimento in parquet, soffitto basso — riflette il suono e produce eco. La soluzione non richiede trattamento acustico professionale: bastano superfici morbide. Un armadio pieno di vestiti è uno dei migliori ambienti di registrazione casalinghi. Una stanza con librerie cariche di libri, tappeto a terra e tende pesanti alle finestre funziona molto bene. Il bagno e la cucina aperta, invece, sono i peggiori ambienti possibili.

Posizione del microfono: tienilo a 10–15 cm dalla bocca, leggermente di lato rispetto all’asse di respirazione diretta. Il filtro anti-pop si posiziona tra la bocca e il microfono, a 3–5 cm dal diaframma. Non parlare mai direttamente dentro il microfono — parla leggermente di lato.

Livelli audio: punta a un picco tra –12dB e –6dB durante la registrazione. Se superi –6dB con frequenza, l’audio in post-produzione sarà difficile da recuperare. Se stai costantemente sotto –20dB, il rumore di fondo diventa protagonista. Audacity e GarageBand mostrano entrambi il livello in tempo reale mentre registri.

Test obbligatorio prima di ogni episodio: registra 30 secondi di silenzio assoluto (serve per la riduzione del rumore in post), poi 60 secondi di voce normale. Ascolta prima di registrare l’episodio intero. Scoprire un problema dopo 40 minuti di registrazione costa molto di più di un minuto di verifica preventiva.

Salva sempre il file RAW — la registrazione non editata — prima di fare qualsiasi modifica. L’editing è irreversibile se lavori sul file originale.

Fase 4 — Musica nel podcast: cosa puoi usare senza rischiare

Puoi usare la musica del tuo artista preferito nel podcast? No, se è protetta da diritto d’autore e non hai una licenza. La Legge n. 633 del 22 aprile 1941 tutela le opere musicali in Italia, e SIAE è l’ente che gestisce i diritti in modo esclusivo. Usare un brano protetto senza autorizzazione — anche in un podcast gratuito, anche per pochi secondi — espone a responsabilità legale.

Questo vale per qualsiasi brano presente su Spotify, su YouTube o su qualsiasi altra piattaforma: la presenza online non equivale a libero utilizzo.

Musica SIAE: quando serve la licenza e dove richiederla

Se vuoi usare musica protetta da SIAE nel tuo podcast, devi richiedere una Licenza Multimediale Download. La SIAE definisce il podcast come contenuto audio derivato da programmazione di flusso, con un limite di 60 minuti per file, massimo 15 brani musicali o massimo il 75% della durata totale del file. Per sapere se la tua attività rientra in questa definizione e quali obblighi si applicano, consulta la sezione licenze SIAE per podcast e la guida SIAE su musica streaming e download.

Musica royalty free

Esistono librerie di musica royalty free — musica prodotta appositamente per essere usata senza licenze SIAE. Puoi acquistare licenze singole o accedere a librerie in abbonamento. Cerca “librerie musica royalty free per podcast” e confronta le condizioni: alcune licenze royalty free coprono solo uso personale, non commerciale. Leggi sempre i termini prima di usare un brano.

Creative Commons: la tabella semaforo

La musica con licenza Creative Commons è gratuita, ma non tutte le sigle CC sono equivalenti. Alcune sono sicure per un podcast potenzialmente commerciale, altre no.

Sigla CC Nome esteso Podcast commerciale Podcast non commerciale Semaforo
CC0 Pubblico dominio (rinuncia totale) ✅ Sì ✅ Sì
CC BY Attribuzione ✅ Sì, con attribuzione all’autore ✅ Sì
CC BY-SA Attribuzione — Stessa licenza ✅ Sì, ma l’episodio deve avere la stessa licenza ✅ Sì ⚠️
CC BY-NC Attribuzione — Non commerciale ❌ No ✅ Sì
CC BY-ND Attribuzione — Nessuna opera derivata ❌ No (il podcast che usa la musica è un’opera derivata) ❌ No
CC BY-NC-ND Attribuzione — Non commerciale — Nessuna opera derivata ❌ No ❌ No
CC BY-NC-SA Attribuzione — Non commerciale — Stessa licenza ❌ No ✅ Solo non commerciale

Regola pratica: se vedi “NC” nella sigla, evita se il tuo podcast potrebbe generare reddito — anche indiretto, anche in futuro. Le definizioni di uso commerciale nelle licenze CC sono ampie. Il dubbio si risolve scegliendo CC0 o CC BY.

Pubblico dominio

Le opere il cui diritto d’autore è scaduto sono di pubblico dominio e utilizzabili liberamente. In Italia la soglia è 70 anni dalla morte dell’autore. Musica classica composta prima del 1920 rientra generalmente in questa categoria — ma verifica sempre che anche la specifica esecuzione e registrazione che vuoi usare sia libera da diritti (non solo la composizione).

📌 In pratica

Cosa fare: prima di usare un brano, identifica la sigla CC. CC0, CC BY e CC BY-SA sono sicure per un podcast potenzialmente commerciale. Per CC BY ricordati di citare l’autore nel podcast o nelle note dell’episodio.

Errore comune: usare brani con “NC” nella sigla credendo che “tanto il mio podcast è gratuito”. Un podcast gratuito può comunque essere considerato commerciale se ha sponsor, affiliate link o porta traffico a un business — anche indiretto.

⚠️ Nota legale

Per uso commerciale intensivo della musica o situazioni specifiche, consulta un legale o il sito ufficiale SIAE.

Fase 5 — Pubblicare il podcast su Spotify, Apple Podcasts e YouTube

Prima di parlare di piattaforme, due righe su cosa è un RSS feed: è l’indirizzo univoco che identifica il tuo podcast sul web. Quando carichi un episodio sul tuo hosting, il feed RSS si aggiorna automaticamente — e tutte le piattaforme collegate al feed ricevono il nuovo episodio senza che tu debba fare nulla. Non devi capirlo tecnicamente: devi solo sapere che esiste e che il tuo hosting lo genera per te.

Come pubblicare su Spotify for Creators

Spotify for Creators (ex Anchor) è la piattaforma di hosting gratuita di Spotify. Upload illimitato, distribuzione automatica su Spotify e su altre directory. È il punto di partenza consigliato per chi inizia.

  1. Vai su creators.spotify.com e crea un account con la tua email.
  2. Inserisci le informazioni del tuo podcast: titolo, descrizione, categoria, lingua, artwork (immagine quadrata, minimo 1400×1400px).
  3. Carica il primo episodio in formato MP3 (o WAV). Aggiungi titolo, descrizione e data di pubblicazione.
  4. Spotify for Creators genera automaticamente il tuo RSS feed e distribuisce il podcast su Spotify. Per altre piattaforme puoi usare il feed RSS generato oppure gestirle separatamente.
  5. La distribuzione su Spotify avviene in pochi minuti. Su Apple Podcasts e YouTube i tempi di revisione possono essere più lunghi per il primo invio.

⚠️ Partner Program Spotify

Spotify offre un programma di monetizzazione che richiede almeno 1.000 ascoltatori attivi, 2.000 ore consumate e 3 episodi pubblicati. Al momento della pubblicazione di questa guida il Partner Program è attivo in diversi paesi — verifica su creators.spotify.com se l’Italia è attualmente inclusa prima di pianificare la monetizzazione.

Come inviare il podcast ad Apple Podcasts

Apple Podcasts richiede un passaggio separato: non prende i podcast automaticamente da Spotify for Creators. Devi inviare il tuo RSS feed tramite Apple Podcasters.

  1. Crea un Apple ID se non ne hai già uno. Nota: Apple richiede una carta di credito valida associata all’account anche per l’invio gratuito del podcast.
  2. Accedi a Apple Podcasts Connect con il tuo Apple ID.
  3. Clicca il pulsante + in alto a sinistra → seleziona New Show → scegli Add a show with an RSS feed.
  4. Incolla il link al tuo RSS feed (lo trovi nel pannello di Spotify for Creators). Apple valida il feed e il podcast entra in revisione.
  5. Compila le sezioni Content Rights e Show Contact, poi clicca Save e infine Publish. I tempi di revisione vanno da poche ore a qualche giorno per il primo invio.

Come pubblicare il podcast su YouTube Music (tramite RSS)

YouTube è oggi una delle principali piattaforme di ascolto podcast — e dal 2023 supporta l’ingestion diretta da RSS feed, creando automaticamente un video statico per ogni episodio usando la cover art del tuo podcast. Non devi produrre video: basta il tuo file audio.

⚠️ Tre cose da sapere prima di collegare il feed a YouTube

1. Non è un passthrough: YouTube scarica l’audio e lo ospita sui propri server. Il tuo hosting non vede le riproduzioni YouTube nelle statistiche del feed.
2. No ads di terze parti: YouTube non consente annunci dinamici inseriti dal tuo hosting nell’audio ingestionato da RSS. Se usi un hosting che inserisce ads dinamici negli episodi, YouTube li rimuove o rifiuta il feed.
3. Disponibilità per paese: la funzione RSS di YouTube Studio è disponibile in paesi selezionati — verifica che l’Italia sia inclusa prima di iniziare la procedura.

Se la funzione RSS è disponibile per il tuo account, il percorso in YouTube Studio è:

  1. Accedi a YouTube Studio con il tuo account Google.
  2. Nella colonna sinistra clicca su ContenutiPodcast. Se non vedi la sezione Podcast, il tuo account deve abilitare le funzionalità avanzate (verifica identità richiesta da YouTube).
  3. Clicca CreaNuovo podcastInvia feed RSS.
  4. Accetta i Termini di servizio, incolla l’URL del tuo RSS feed e clicca Avanti.
  5. YouTube invia un codice di verifica all’email associata al feed RSS. Inserisci il codice e clicca Verifica.
  6. Scegli da quale episodio partire (consigliato: solo gli episodi più recenti, per evitare di caricare decine di video di colpo). Clicca Pubblica quando gli episodi hanno finito di caricarsi.

YouTube genera automaticamente un video statico per ogni episodio usando la copertina del podcast. I nuovi episodi vengono caricati automaticamente quando aggiorni il feed RSS. Se la funzione RSS non è ancora disponibile per il tuo account italiano, l’alternativa è caricare manualmente ogni episodio come video con immagine fissa — più lavoro, ma funziona ovunque.

Buzzsprout è un’alternativa di hosting a pagamento ($19/mese per 4 ore di upload mensile, con trial gratuito di 90 giorni — dopo il trial gli episodi vengono rimossi se non si upgrada). Ha un pannello più avanzato di analisi degli ascolti rispetto a Spotify for Creators.

Dopo la pubblicazione: piano editoriale e primi passi per crescere

Pubblicare il primo episodio è il traguardo intermedio. Il traguardo vero è il decimo — perché è lì che la maggior parte di chi ha iniziato si è già fermata.

Tre elementi concreti per non fermarti:

  1. Frequenza sostenibile. Un episodio ogni due settimane per dodici mesi vale più di due a settimana per sei settimane poi silenzio. Scegli la frequenza che puoi mantenere anche nei periodi in cui sei sovraccarico di lavoro o non hai voglia. Poi rispettala.
  2. Piano editoriale minimo. Prima di pubblicare il primo episodio, hai già i titoli di dieci episodi — li hai scritti nella Fase 0. Pianifica i successivi cinque episodi nel dettaglio: titolo, scaletta, eventuali ospiti, data di uscita.
  3. Distribuzione del singolo episodio. Ogni volta che pubblichi, esegui almeno due o tre azioni immediate: condividi nelle community online pertinenti al tuo tema, invialo alla tua newsletter se ne hai una, crea un clip breve per i social.

Per la promozione organica e la crescita dell’audience, leggi come promuovere il tuo podcast e trovare i primi ascoltatori e come far crescere il podcast oltre i primi ascoltatori. Per la monetizzazione: quanto si guadagna davvero con un podcast e trovare sponsor per podcast.

Per che tipo di podcaster è questa guida

Hai ancora solo un’idea e non hai mai registrato niente. Inizia dalla Fase 0 e segui la guida in ordine. Non saltare alla parte tecnica prima di aver risposto alle quattro domande e scritto il tuo pitch. Azione nelle prossime 48 ore: scrivi il pitch in una frase e i titoli di dieci episodi.

Hai già registrato qualcosa ma non hai ancora pubblicato. Vai direttamente alla Fase 5 e segui i passi per Spotify e Apple Podcasts. Non aspettare che l’episodio sia perfetto. Azione nelle prossime 48 ore: pubblica oggi.

Hai pubblicato qualche episodio ma non sai come trovare ascoltatori. Questa guida ti ha dato il framework base. Il passo successivo è la promozione: leggi come promuovere il tuo podcast e trovare i primi ascoltatori. Azione nelle prossime 48 ore: condividi il tuo podcast in almeno una community online pertinente al tuo tema.

Ti stai chiedendo se vale la pena economicamente. Vai a quanto si guadagna davvero con un podcast — ha la simulazione numerica completa. Leggi quella prima di decidere se continuare o fermarti.

Domande frequenti

Come si crea un podcast da zero?

Cinque passi in ordine: (1) progetta pubblico, formato e frequenza prima di toccare qualsiasi attrezzatura; (2) scegli l’equipaggiamento in base al budget (da 0€ con lo smartphone a circa 150€ con un microfono USB); (3) installa Audacity o GarageBand (gratuiti); (4) registra in un ambiente con superfici morbide, testa i livelli prima di iniziare; (5) pubblica su Spotify for Creators, invia il feed RSS ad Apple Podcasts e considera YouTube Studio per raggiungere ulteriore pubblico.

Quanti soldi servono per iniziare un podcast?

Si può iniziare con 0€ usando lo smartphone, auricolari esistenti e Spotify for Creators come hosting gratuito. Con circa 150–200€ si ottiene un setup USB professionale: microfono USB, filtro anti-pop e asta. Dai un’occhiata alla tabella degli scenari nella Fase 1 per scegliere quello giusto per te.

Qual è il miglior microfono per podcast economico?

La fascia entry-level USB, tra circa 50 e 100€, è il punto di partenza adatto alla maggior parte di chi inizia. Un microfono USB si collega direttamente al computer senza interfaccia audio. La differenza di qualità rispetto a un microfono da 300€ è reale, ma non è ciò che determina se il tuo podcast ha ascolti o no. Scegli per categoria e fascia di prezzo, non per brand.

Dove si pubblica un podcast gratis?

Spotify for Creators è la piattaforma di hosting gratuita più usata: upload illimitato e distribuzione automatica su Spotify. Per Apple Podcasts invii separatamente il tuo RSS feed tramite podcasters.apple.com, anch’esso gratuito. YouTube Studio permette di collegare il feed RSS per la distribuzione su YouTube e YouTube Music (disponibilità per paese da verificare).

Posso usare musica di Spotify nel mio podcast?

No, se il brano è protetto da diritto d’autore. La presenza di un brano su Spotify non equivale a licenza di utilizzo. Per i dettagli su cosa puoi usare legalmente — licenze Creative Commons, musica royalty free, pubblico dominio — vai alla Fase 4 di questa guida.

Come si fa a mettere un podcast su Spotify?

Con Spotify for Creators il processo è guidato: (1) crea un account su creators.spotify.com; (2) inserisci titolo, descrizione e artwork; (3) carica il primo episodio in MP3; (4) Spotify lo distribuisce automaticamente sulla sua piattaforma. Per le altre piattaforme usi il RSS feed generato.

Quanto tempo ci vuole per creare un episodio?

Per un episodio di 20–30 minuti, pianifica circa 2–3 ore totali quando sei alle prime armi: 30 minuti di preparazione e scaletta, 40–60 minuti di registrazione (con errori e ripartenze), un’ora di editing e distribuzione. Con la pratica i tempi si riducono. Chi usa il formato monologico strutturato impiega meno tempo rispetto a chi gestisce interviste con ospiti.

Come si guadagna con un podcast?

I canali principali sono: sponsorizzazioni e inserzioni pubblicitarie, abbonamenti del pubblico (Patreon o piattaforme simili), prodotti e corsi propri, consulenze e servizi. I ricavi dipendono molto dalla dimensione e dal coinvolgimento dell’audience, non solo dal numero di ascolti. Per la simulazione numerica completa vai a quanto si guadagna davvero con un podcast.

Il passo successivo è uno solo: scrivi il tuo pitch in una frase, poi i titoli di dieci episodi. Se arrivi a dieci, hai un podcast. Tutto il resto — microfono, software, piattaforme — viene dopo.

Aggiornato ad aprile 2026.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. I dati si riferiscono alla normativa vigente ad aprile 2026 e possono cambiare. Per situazioni specifiche relative ai diritti musicali o all’uso commerciale della musica, confrontati con un legale o consulta il sito ufficiale SIAE.

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